|
Sabato 18 Febbraio 18.00 Stuart Bailes
In “The informants” Stuart Bailes mostra la chiara costruzione di un’ontologia attraverso una selezione di fonti fotografiche. Le immagini create corrispondono con quelle rappresentate ciascuna rivelando il proprio carattere di vuoto, direzione o punto di inizio che, presi insieme, offrono la possibilità di un’origine. Nelle fotografie minimali di Bailes la realtà resa in visioni, ridotta a forma, suggerisce una sorta di linguaggio nella sua genesi, un codice rudimentale, simboli e segni che indicano il dentro e il fuori del loro contesto. Se i detti “informants” offrono il metodo di comprensione di tali indicazioni o se essi stessi attendono la presenza dell’osservatore rimane da essere svelato. Nessun trucco svela la superficie di una strada desolata o rende un masso di materiale qualcosa di diverso da se stesso. Piuttosto Bailes presenta il medium fotografico come qualcosa a cui guardiamo e per mezzo del quale vediamo; la fotografia come l’inizio dell’esperienza. Questa traduzione, del soggetto attraverso il risultato fotografico, si manifesta in oggetti di comunicazione; la fisica realtà diventa un’immagine, riletta come immagine diventa fisica presenza. Quindi le foto di Bailes vanno vissute nella loro fisicità tanto quanto sono da vedersi.“The informants” prosegue l’interesse di Bailes per le strategie di decision –making, il ruolo dell’arte nel mostrare la realtà e la presenza della fotografia nella rappresentazione artistica, ponendo la sua pratica artistica tra il disegno modernista di creare la realtà ed il desiderio romantico di scoprirla. Stuart Bailes, Master in Photography presso il Royal College of Art, 2010, ha partecipato a diverse mostre in UK, USA, Francia, Germania, Italia e Olanda. Le sue opere sono state esposte in gallerie private e pubbliche; Photographer's Gallery, London, Newport Museum, Griffin Photography Museum, Boston. |